Immagine: uguali ma diversi

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sabato 7 gennaio 2017

Fiocchi di neve

Bellissimi fiocchi di neve da ritagliare su cartoncino e su cui far disegnare il viso ai bambini:
http://www.lavoretticreativi.com/idee-per-addobbi-invernali/

Gomma Crepla

Decorazioni di Natale in Gomma Crepla:

http://www.amando.it/mamma/infanzia/decorazioni-di-natale-per-bambini-in-gomma-crepla.html


Pupazzo di neve

Navigando sul web ho cercato dei lavoretti da far realizzare ai bambini della Scuola dell'Infanzia della  mia sezione.

Nel link seguente si vede come poter realizzare dei pupazzi di neve con delle patate tagliate e poi immerse nella tempera bianca. Ogni bambino quando il lavoro asciugherà potrà decorare il suo lavoro con ritagli di carta.

http://tataemaestra.blogspot.it/2012/01/pupazzi-di-nevestampi-con-le-patate.html



Pupazzi di neve a spirale da appendere

http://www.lavoretticreativi.com/decorazioni-invernali-pupazzi-di-neve/

pupazzo-neve-decorazione-spirale-2


http://www.lavoretticreativi.com/immagine-pupazzo-di-neve-con-sciarpa-e-cappello/

giovedì 1 dicembre 2016

Angeli di cartoncino


Decorazioni con Angeli di Natale



Angeli di Natale
Materiale occorrente:
1) cartoncini di colore rosso, bianco, giallo e rosa
2) colla stick
3) forbici
Istruzioni:
Stampare sagoma 1 (x 2) su cartoncino bianco e ritagliare.
Stampare sagoma 2 (x 2) su cartoncino rosso e ritagliare.
Stampare sagoma 3 (x 2) su cartoncino giallo e ritagliare.
Stampare sagoma 4 (x 4) su cartoncino rosa e ritagliare.
Assemblare ed incollare le parti ritagliate come nell’immagine. Per ottenere altri angeli di Natale colorati, è possibile stampare la sagoma 2 su cartoncini di altri colori.

sabato 19 novembre 2016

Alberi a spirale

Bellissimo sito dove poter consultare tante idee per i lavoretti di Natale
http://www.lavoretticreativi.com/decorazioni-di-natale-per-aula-scuola/


ALBERI DI NATALE A SPIRALE

Materiale:
  • cartoncini colorati
  • colla
  • filo di cotone
  • forbici
decorzioni-natale-aula-3sagoma-spirle
decorzioni-natale-aula-1decorzioni-natale-aula-2

lunedì 17 ottobre 2016

Halloween vs i "Morti"

HALLOWEEN VS I “MORTI”

La festività di Halloween viene amata dai giovani come un carnevale aggiunto al calendario, condito da zucche intagliate e “dolcetti o scherzetti” ., infatti, il consumismo e la globalizzazione hanno preso il sopravvento sulla trasmissione delle memorie. “Halloween” una festa anglosassone di origini antiche, ma trasformatasi più che altro in un evento di natura commerciale, che si celebra la notte tra il 31 ottobre ed il primo di novembre.
Al professore di tradizioni popolari chiediamo quindi il suo parere sul sopravvento della festa di Halloween sulle vecchie usanze nostrane. Antonio Fragale risponde deciso: “Le tradizioni non sono eterne. Se tra quarant’anni ci sarà una società che dimenticherà “i morti” per assumere Halloween, vorrà dire che quella festa non era più funzionale né fruibile. Non è “peccato”, semplicemente non è più indispensabile e allora si sostituisce e si cambia”.


E' interessante soffermarsi su Halloween e sulle sue origini. Il termine deriva dalla contrazione di Hallows even, che letteralmente vuol dire "Vigilia di ognissanti". Hallows even, divenne poi Hallow-e'en e dunque Halloween. Questa ricorrenza risale al Samhain che segnava l'inizio del nuovo anno celtico. I Celti festeggiavano infatti l'inizio dell'anno nuovo il primo Novembre, in corrispondenza dell'inizio dell'inverno e credevano che in quella notte, le anime dei morti lasciassero le loro tombe per fare ritorno nelle loro dimore terrene.


La consuetudine di mettere fuori dalle porte di casa, delle zucche svuotate con dentro una candela è invece un uso americano, e si ricollega a quelle antichissime usanze dell'intaglio della rapa. La zucca, contiene i semi, e per questo si ricollega ad un significato di abbondanza e fertilità, e viene utilizzata per allontanare le anime dei morti.


L'altra, la nostra Festa dei Morti, il 2 novembre, invece, è il giorno dedicato alla commemorazione dei defunti è un tutt’uno con la festa di Ognissanti, il primo di novembre, nata per ‘regalare’ un onomastico a chi porta un nome che ha un santo dedicato ma non un giorno assegnato sul calendario (anche se ogni giorno ormai si festeggia ben più di un solo santo). Fra i due giorni, nella tradizionale siciliana, ci sono i regali nascosti in casa dai cari che non ci sono più e che i bambini devono trovare. È una ricorrenza dal sapore dolce, che profuma di cannella e biscotti. Perché a differenza di Halloween noi non pensiamo che i morti tornino per farci paura, ma che vengano a toccarci e a farci visita portando doni e beandosi in cambio delle bellezze del cannistru, il cesto di dolcezze fatto proprio per loro e composto, tra le altre cose, dall'immancabile frutta di martorana e dalla classica pupa di zucchero. Il professore di Antropologia, Antonio Fragale, esperto di tradizioni popolari siciliane, ci ha spiegato infatti, la funzione ludica – istruttiva della festa e dei suoi riti: “Il primo novembre è la giornata in cui la società siciliana decide che occorre impartire ai bambini una educazione finalizzata al rispetto dei propri morti. Educazione tesa anche all’esaltazione dell’identità familiare (anche se poi a portare i doni non è “il nonno defunto”, ma “i morti” in senso generico). Da dove veniamo si può dire in tanti modi. Potremmo dire che è una festa dalle origini molto antiche che si basa sul concetto del dono”. Le origini risalgono all’anno 835, quando papa Gregorio II, visto che la chiesa cattolica non riusciva a sradicare gli antichi culti pagani legati alla tradizione celtica (il cui calendario indicava nel 31 ottobre l’ultimo giorno dell’anno), spostò la festa di “Tutti i Santi” dal 13 maggio al primo novembre con la speranza di riuscire, così, a dare un nuovo significato ai riti profani. Secondo l’anno druidico, il 1 novembre era il Samhain, letteralmente “tutte le anime” fine dell’anno pastorale e primo giorno d’inverno, in cui la notte era più lunga del giorno. Questa particolarità permetteva al principe delle tenebre di chiamare a sé tutti gli spiriti e poter passare da un mondo all’altro. L’intento del papa di sradicare questo mito non riuscì. La chiesa aggiunse quindi, nel X secolo, la “Festa dei Morti” il 2 novembre, in memoria delle anime degli scomparsi. I festeggiamenti avvenivano tramite offerta di cibo, mascheramenti e falò, le usanze profane così giustificate.


Pitré racconta come, nel passaggio, leggenda vuole che i morti rubassero ai ricchi pasticcieri, fruttivendoli, commercianti, per lasciare regali ai propri cari in vita. Da qui nasce la tradizione della “caccia al tesoro” o di “apparrai i scarpi” per i bambini.


Il professore Fragale ci spiega, infatti ,che “il valore educativo sta proprio nel rompere la soglia della paura col mondo dei morti. Cala la soglia di mistero tra i vivi e i defunti. Ai bambini si dice che i morti vogliono loro bene, non devono aver timore di coloro che gli portano in dono quello che di più bello possono desiderare: giocattoli e dolci.
La “caccia al tesoro” del 2 mattina si chiamava infatti “cercare i morti/ trovare i morti”: tipica era la frase nel ritrovamento de “li cosi di morti”/i doni “Ccà su”/qua sono. Quella di “apparare i scarpi” consisteva invece nel sistemare le scarpe vecchie in un angolo della casa, o in tempi più antichi addirittura disseminandole per il paese, per ritrovarle la mattina colme di dolci o sostituite da scarpine di zucchero o addirittura nuove.
Durante “il Giorno dei Morti” la tradizione vuole che si vada al cimitero a far visita ai propri congiunti che come si usa dire sono “passati a miglior vita”.
Secondo tradizione, nella notte tra l’1 e il 2 novembre, le anime dei defunti visitano le case dei propri cari portando doni ai bambini. Dolci e giocattoli se sono stati buoni, carbone di zucchero per i più discoli. I regali dei defunti vengono fatti ritrovare sulla tavola della cucina al mattino dopo ma in alcune zone della Sicilia, come nel Trapanese, i bambini vengono coinvolti in una caccia ai doni tra le stanze di casa dove i morti li hanno nascosti per loro.
La verità è che si tratta di due feste completamente differenti. Una, quella di Halloween è per i siciliani un fatto puramente commerciale, fatto di moda, musica, spavento e divertimento: non un'aggressione alle nostre usanze, ma puro conformismo che per una notte anticipa il nostro più classico carnevale. A voler ben guardare, non esiste una vera opposizione tra le due festività. Possono essere festeggiate entrambe. Ma rimane inteso che la nostra festa, quella che fa sorridere i bambini mandati in giro per casa a cercare il dono nascosto dai nonni, dagli zii, da quei parenti che non ci sono più, per poi riempirsi la bocca di zucchero e dolci tipici, sia un momento esponenzialmente più sentito ed intenso.
Tuttavia possiamo comunque trovare alcuni elementi in comune con la tradizione americana. Anche qui infatti le anime dei morti escono dalle loro tombe, anche se non escono dai cimiteri – come accade invece in Halloween. Questo perché anticamente i cimiteri si trovavano all'interno di Conventi, ed è da questi che, in alcune località della Sicilia i "morti" sono soliti uscire durante la loro festa e compiendo dei percorsi antichi donare regali ai bambini.

Dei bei racconti in questo link:


sabato 21 maggio 2016

Angelo

Per il prossimo Natale ho trovato questo modello di Angelo sul sito:
http://print.krokotak.com/p?x=adf49216c251469396f68abf99817e78


domenica 13 dicembre 2015